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mercoledì 13 ottobre 2010

QUANTO PANE AVETE?" Riflessioni di Sua eccellenza l'Arcivescovo di Pisa Mons.Giovanni Paolo Benotto



"Quanti pani avete?" Una domanda che Gesù pone ai suoi discepoli
che lo stanno consigliando di congedare la folla che lo seguiva e
aveva bisogno di essere rifocillata. Una domanda che riecheggia
nel mio animo da quando abbiamo cominciato a riflettere sulla
necessità di rivedere la configurazione territoriale della nostra
diocesi nella sua articolazione parrocchiale verso la prospettiva
delle Unità pastorali.


Conosciamola risposta dei discepoli alla domanda di Gesù:
"Cinque pani e due pesci". L'Evangelista Giovanni ci riporta pure il
commento di Andrea :" Ma che cos'è questo per la gente?,
commento che si aggiunge a quanto Filippo aveva già osservato:
"Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchè
ognuno possa riceverne un pezzo"(Gv-6,7)


" Quanti pane avete?"  E' la domanda che il Signore pone
in questo tempo alla nostra Chiesa pisana.
Quali sono le tue risorse?
Quali le tue ricchezze?
Quali le tue capacità, i doni, e i carismi che hai ricevuto?
Quali i tuoi ministeri e le potenzialità di servizio che ti sono state
elargite?

Sappiamo bene che Gesù sfama i cinquemila uomini
"senza contare le donne e i ragazzi"(Mt-14,21) proprio partendo da
quei cinque pani e dai due pesci che erano stati offerti da un ragazzo.

giovedì 20 maggio 2010

IL MONDO SI MUOVE SE NOI CI MUOVIAMO

Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo, si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
la primavera comincia con il primo fiore, la notte con la prima stella,
il fiume con la prima goccia d'acqua, l'amore con il primo pegno.
Ci impegnamo perchè crediamo nell'amore, la sola certezza che non
teme confronti, la sola che basta ad impegnarci personalmente.
Mi impegno: io e non gli altri,
né chi sta in alto né chi sta in basso,
né chi crede né chi non crede.

(don Primo Mazzolari)

L'UMORISMO NELLA COPPIA

Nella vita di tutti i giorni il buonumore
pare un bene sempre più raro.Non sappiamo più ridere.
L'umorismo, L'allegria, il sorriso,
esprimono invece una intelligenza curiosa,
aperta, flessibile, rapida, ed efficace
e sanno tenere lontani lo stress, i disagi, le malattie,
ma soprattutto il rischio di far naufragare una vita in due.
Chi non ride non fà l'amore.
L'eros infatti vive di passione e delle capacità di darsi
reciproca gioia: sono queste le vere basi di una solida
unione che funziona.
Diversamente è destinata a sciogliersi in fretta o a
consolidarsi in una routine scontata e frustrante.
Quali i rimedi?
Semplice: meno pensieri inutili e prendersi un pò
di più in giro!
In questa società non è facile però tentare non nuoce.

mercoledì 19 maggio 2010

AMA LA TUA PARROCCHIA

(Paolo VI, omelia inaugurazione parrocchia N.S. di Lourdes, Roma 23-2-1964)


Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla
come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato:
chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente,
casa aperta a tutti e al servizio di tutti.
Da' il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza.
Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di
fede.
Rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille
difetti: sono i delegati di Cristo per te.
Guardali con l'occhio della fede, non accentuare i loro difetti,
non giudicare con troppa facilità le loro miserie
perché Dio perdoni a te le tue miserie.
Prenditi carico dei loro bisogni, prega ogni giorno per loro.
Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità
eucaristica, che l'Eucaristia sia "radice viva del suo edificarsi",
non una radice secca, senza vita.
Partecipa all'Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte
le tue forze.
Godi e sottolinea con tutti ,tutte le cose belle della tua parrocchia.
Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l'inerzia della tua parrocchia:
invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto.
Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni,
la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale:
detestali, combattili, non tollerarli mai.
La legge fondamentale del servizio è l'umiltà:
non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell'umiltà.
E accetta anche di essere messo da parte,
se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede.
Solo, non incrociare le braccia,
buttati invece nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti,
e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione.
Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare, non farne un dramma:
la parrocchia non va a fondo per questo.
Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione:
la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate.
Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva.
La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere.
Ricordati bene che, con l'umiltà e la carità,
si può dire qualunque verità in parrocchia.
Spesso sono l'arroganza e la presunzione che fermano ogni passo ed alzano i muri.
La mancanza di pazienza, qualche volta,
crea il rigetto delle migliori iniziative.
Quando le cose non vanno, prova a puntare il dito contro te stesso,
invece che contro il parroco o contro i tuoi preti o contro le situazioni.
Hai le tue responsabilità, hai i tuoi precisi doveri:
se hai il coraggio di un'autocritica, severa e schietta,
forse avrai una luce maggiore sui limiti degli altri.
Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua:
basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione,
basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia.
E prega incessantemente per la santità dei tuoi preti:
sono i preti santi la ricchezza più straordinaria delle nostre parrocchie,
sono i preti santi la salvezza dei nostri giovani.

lunedì 26 aprile 2010

PER RICORDARLO SEMPRE CON LE SUE PAROLE.

"Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di amare veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale."

"È necessario cercare il giusto equilibrio tra il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui."

"La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, e la vita delle persone."

"Un'ideologia non può sopravvivere a lungo senza una morale."

"C'è nell'uomo un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio ed allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi."

"Ogni intervento medico sulla persona umana è sottoposto a dei limiti che non si riducono all'eventuale impossibilità tecnica di realizzazione, ma sono legati al rispetto della stessa natura umana."


"La religione e la fede vanno insieme, di pari passo.

"La ricerca scientifica in campo genetico va bensì incoraggiata e promossa, ma, come ogni altra attività umana, non può mai essere esente da imperativi morali; essa può del resto svilupparsi con promettenti prospettive di successo nel campo delle cellule staminali adulte."



"Giovani! Il papa si sente immensamente felice in vostra compagnia."