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giovedì 13 maggio 2010

LA PREGHIERA ........COME IMPARARE

Così a pregare s’impara pregando. Il Maestro è Cristo, il suo Spirito:devi avere fiducia: specialmente in alcuni momenti della giornata entra nel profondo del tuo cuore che contiene Colui che l’universo non può contenere: Lì troverai Lui e con Lui anche te: ti parlerà di se ma anche di te: Se vuoi conoscere te stesso, dove cercarti ? la tua vita, ciò che sei, è solo nel cuore di Dio. Lui è lì ti attende per insegnarti a stare con Lui. Per illuminare il tuo cammino, prega. Per avere la forza di portare la vita, prega. Per vedere negli uomini il volto di Dio, il riflesso di Cristo, prega. Per perdonare chi ti ha fatto del male , prega. Per essere una presenza di carità e di speranza, un testimone coraggioso del Vangelo e della Chiesa, prega.

2° San Paolo ci ricorda che la preghiera a volte è una lotta. .


Ecco per te alcuni piccoli segreti.

PREGA COME UN POVERO. Siamo tutti peccatori! Tocchiamo ogni giorno la nostra fragilità che si manifesta nella volubilità, nella distrazione…Ricorda la parabola del pubblicano in fondo al tempio: nell’umiltà a raggiunto il cuore di Dio.

PREGA CON FIDUCIA. E’ Gesù che dice: cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto ( luca 11’9 ) il Signore risponde sempre alla tua preghiera, anche se non sempre come vorresti. Chiedi innanzitutto gli occhi della fede, il suo Spirito (Luca 11,!3 ),

PREGA CON PERSEVERANZA. Cioè non a fasi alterne quando ne hai voglia. Gesù non ha bisogno della tua preghiera ma tu si:e la tua perseveranza e la regolarità esprimono e alimentano la tua fede e il tuo desiderio di Lui.

mercoledì 12 maggio 2010

Per il prete una paternità spirituale

Perché i preti non possono sposarsi? Perché non possono fare sesso? Capiranno qualcosa di cosa vuol dire essere padri di famiglia? Tante volte mi sento fare queste domande e tante volte me lo sono chiesto anche io. Le motivazioni che sento portare a favore, oppure contro, sono motivazioni a volte profonde, a volte superficiali, mai banali però.
C'è una paternità fisica: per mettere al mondo un bambino basta poco. Ma c'è anche e soprattutto una paternità nello spirito, che è la vera paternità e maternità, quella quotidiana, quella che genera ogni giorno i figli dopo averli messi al mondo, quella che esprime costantemente amore. E' la paternità che genera Dio nel cuore, che rende strumenti nelle sue mani.
A volte mi dicono che un prete capirebbe meglio le persone sposate, solo chi vive certe situazioni riesce a capirle fino in fondo. E qui mi verrebbe da rispondere: allora un prete dovrebbe drogarsi per capire i tossicodipendenti, prostituirsi per capire le ragazze di strada, sposarsi e separarsi per condividere l'esperienza dolorosa dei separati, fare tutto e il contrario di tutto per capire tutto senza - io credo - capire comunque nulla e perdersi.
Altre volte sento parlare della solitudine affettiva del sacerdote; il sacerdote sceglie di vivere solo, ma non di essere solo affettivamente. Nei miei anni di prete ho incontrato persone sposate ed apparentemente felici, ma sole affettivamente da anni, che vivono sotto lo stesso tetto con il marito o la moglie, ma con il cuore altrove. Soprattutto i ragazzi chiedono: "Ma come fai a non fare sesso?". E anche qui, a cercare di fare capire (e questo sinceramente è meno difficile di quanto sembri) che si può fare sesso senza amore, ma si può anche amare senza fare sesso. E questo è uno dei segni più profetici del nostro tempo: il celibato vissuto con gioia ed entusiasmo.
"Il Regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo. Un uomo lo trova e va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo". Io ho trovato questo campo e ho trovato questo tesoro. E per questo ho dato e continuo a dare tutto. E' questa paternità il mio tesoro: è la paternità spirituale, è il mio essere padre nello spirito. E se fino a qui ho parlato in termini più "negativi"; ecco invece la parte "positiva", quel "di più" che ci fa vivere un'esperienza più da vicino al Cristo, quell'esperienza che ci riempie il cuore e che non fa esserci spazio per altro. Cosa vuol dire essere "padri nello spirito"?
Essere padri nello spirito lo identifico tutto nell'espressione detta da Gesù: essere pescatori di uomini. Ho compreso questa espressione quando ho capito che le acque nella scrittura simboleggiano il caos, il disordine, la mancanza di senso. Rappresentano tutto quello in cui gli uomini non possono vivere, la vita senza un ordine preciso, magari piena di felicità effimera ma vuota di significato. Pescare gli uomini significa, quindi, accorgersi di chi vive nel disordine e tirarlo fuori.
E paradossalmente l'esperienza della paternità diventa ancora più profonda, quando non puoi fare nulla di concreto per la persona che hai davanti. Quando quello che doni, o meglio, quello che il buon Dio dona attraverso di te non è qualcosa di materiale, ma diventa fiducia nella vita, fiducia in Dio.
Quando qualcuno, per esempio, mi chiede di aiutarlo a pagare una bolletta, una volta che tiro fuori i soldi il problema è risolto; quando un povero mi chiede un pezzo di pane, una volta dato è sfamato.
Ma quando qualcuno chiede aiuto, cerca una corda da tirare per uscire, per non annegare, per aggrapparsi ad una speranza, lì la potenza di Dio passa attraverso la mia impotenza e diventa splendido ammirare la sua Misericordia e non il mio aiuto che posso dare.
Ricordo un povero che una mattina mi ha detto: "Non chiedo soldi, ti chiedo di ascoltarmi". E poi per tre quarti d'ora a raccontarmi tutta la sua vita. Ricordo Angela, una ragazza di Padova, prostituta, tossicodipendente e ammalata di AIDS, ora già in cielo, farmi questa domanda: "Secondo te, posso farla la Comunione? Dio vuole venire nel mio cuore?". Come un uomo di oltre sessant'anni, uscire dalla confessione e dirmi: "Grazie perché ci siete voi sacerdoti, fate rinascere la vita dentro".
Ricordo un carcerato in cella, e io con lui ad ascoltarlo e dialogare per oltre un'ora, senza poter fare nulla di concreto per lui. Ma dall'ascolto e dalla condivisione, vedere il suo volto uscire da un'espressione rattrappita e vedere rinascere la speranza e la voglia di lottare per uscire, per la moglie, per il figlioletto che lo sta aspettando.
Quando l'aiuto non è concreto, ma spirituale, quando l'aiuto diventa salvezza di Dio che ancora si china sull'umanità ferita, quando noi siamo semplicemente strumenti nelle sue mani è allora che ammiro la bellezza del suo Amore, ed è allora che mi chiedo perché ha scelto proprio me. Ma è allora che mi rendo conto di quale tesoro immenso Lui in realtà ha messo nelle mie mani.
Un tesoro che mi fa apprezzare ancora di più le bellezze di questo mondo, la bellezza di avere una moglie e una casa, la fatica di crescere dei figli, il dolore di lottare contro le difficoltà e gli imprevisti.
Ma un tesoro che mi affascina, mi fa sentire innamorato, un tesoro che mi fa lasciare tutto, proprio tutto, e che mi fa voler essere pronto a qualsiasi cosa, anche a morire. Per la mia famiglia che è il mondo intero; per la mia famiglia che è il singolo uomo che incontro ogni giorno. Per la Persona per la quale vivo, per la Persona che voglio amare con tutto me stesso, quella Persona che ora vedo solo negli altri ma che presto vorrei incontrare ed abbracciare: il Cristo.

don Valentino Porcile

articolo proposto da Mariagloria Ciuti

martedì 11 maggio 2010

Comunione 9 Maggio 2010


Complimenti a tutti a coloro che hanno organizzato la prima comunione, a P.Luciano , Laura e le altre catechiste perche' tutto e' riuscito a meraviglia!




Grazie.

venerdì 7 maggio 2010

Ritiro spirituale per la Prima Comunione

Oggi inizia il ritiro Spirituale per i ragazzi e le ragazze che Domenica prossima riceveranno il S.S. sacramento della Comunione.
Preghiamo tutti per loro e affidiamo a Dio le loro anime innocenti e pure, nella convinzione di ottenere futuri uomini e donne che non si allontanino dalla nostra Fede e partecipino attivamente alla vita comunitaria.
Auguriamoli tanta gioia e felicità.

domenica 2 maggio 2010

PRIME COMUNIONI

VOGLIAMO RICORDARE CHE DOMENICA PROSSIMA 9 MAGGIO ALLE ORE 11,00 DURANTE LA S. MESSA PARROCCHIALE SARA CONFERITO IL SACRAMENTO DELLA PRIMA COMUNIONE AI RAGAZZI E RAGAZZE DEL RELATIVO CORSO DI CATECHISMO .
NELL'OCCASIONE INVITIAMO TUTTA LA COMUNITA' A PARTECIPARE PER ESSERE VICINI A QUESTI NOSTRI GIOVANI E FAR LORO SENTIRE LA VICINANZA DELL'INTERA PARROCCHIA CON AMORE E SENTIMENTO DI GRANDE FRATELLANZA.
I COMUNICANDI AVRANNO BISOGNO DI AIUTO DA PARTE DI TUTTE LE COMPONENTI DELLA NOSTRA COMUNITA', I GENITORI, I PARENTI, GLI AMICI, GLI ADULTI, E SOPRATTUTTO DEGLI ANZIANI PORTATORI DELLA MIGLIORE TRADIZIONE E DELLA NOSTRA CULTURA RELIGIOSA.
I NOSTRI BAMBINI E RAGAZZI HANNO BISOGNO DI TUTTI NOI, IN PARTICOLARE DELL'AIUTO CHE GLI POSSIAMO DARE CON IL NOSTRO SANO E RELIGIOSO ESEMPIO.
I SACRAMENTI COMUNITARI, COME APPUNTO LE PRIME COMUNIONI, DEVONO ESSERE OCCASIONE DI VICINANZA E RACCOGLIMENTO DELL'INTERA NOSTRA COMUNITA' CRISTIANA, AL PARI DELLE FESTE CANONICHE COME IL SANTO NATALE E LA PASQUA, E' CON QUESTI ESEMPI DI PARTECIPAZIONE CHE RIUSCIREMO A DIMOSTRARE AGLI ALTRI NOSTRI FRATELLI NON CREDENTI, O NON PRATICANTI, LA FEDE E L'AMORE PER IL NOSTRO SIGNORE.


PACE E BENE A TUTTI.

BENEDETTO XVI A TORINO PER LA SINDONE

Amare come Gesù, senza limiti, per porre un argine al male.
La fede non è mai contro la libertà.



Una Torino in festa, sotto un cielo di nuvole, ha accolto il Papa, stamani, in visita nel capoluogo piemontese per l'Ostensione della Sindone. Oltre 50 mila fedeli hanno assistito, in Piazza San Carlo e attraverso i maxischermi in Via Roma e Piazza Castello, alla Messa presieduta da Benedetto XVI, che nell'omelia ha invitato ad amare come Gesù, senza limiti, per porre un argine al male e dare speranza a chi è nella sofferenza. Questo pomeriggio gli incontri con i giovani, sempre in Piazza San Carlo, e con i malati al Cottolengo. E c'è grande attesa per la meditazione del Papa davanti alla Sindone. In serata il rientro a Roma.
Mentre ci avviamo a concludere questa solenne celebrazione, ci rivolgiamo in preghiera a Maria Santissima, che a Torino è venerata quale principale Patrona col titolo di Beata Vergine Consolata. A Lei affido questa Città e tutti coloro che vi abitano. Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull’intera Comunità dei credenti, perché siano “sale e luce” in mezzo alla società.
La Vergine Maria è colei che più di ogni altro ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù. Lo ha visto appena nato, mentre, avvolto in fasce, era adagiato in una mangiatoia; lo ha visto appena morto, quando, deposto dalla croce, lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono al sepolcro. Dentro di lei si è impressa l’immagine del suo Figlio martoriato; ma questa immagine è stata poi trasfigurata dalla luce della Risurrezione. Così, nel cuore di Maria, è custodito il mistero del volto di Cristo, mistero di morte e di gloria. Da lei possiamo sempre imparare a guardare Gesù con sguardo d’amore e di fede, a riconoscere in quel volto umano il Volto di Dio.
Alla Madonna Santissima affido con gratitudine quanti hanno lavorato per questa mia Visita, e per l’Ostensione della Sindone. Prego per loro e perché questi eventi favoriscano un profondo rinnovamento spirituale. Regina Caeli…

sabato 1 maggio 2010

SCUOLA DELLA PAROLA

ALZATI, TI VOGLIO PARLARE

La Scuola della Parola introduce alla conoscenza della Scrittura e aiuta a operare un giusto discernimento sulla propria vita. Papa Benedetto XVI, parlando ai giovani, così si esprime: «Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire. Leggendola, imparerete a conoscere Cristo».
Lo scopo educativo e pastorale è introdurre i giovani ad una progressiva familiarità con il testo sacro, luogo fondamentale per la conoscenza del mistero di Cristo e nutrimento indispensabile per una preghiera matura.
In questi anni la Pastorale Giovanile diocesana ha proposto una meditazione sistematica dei libri del Nuovo Testamento affinchè fossero maggiormente conosciuti e meditati.